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Il vampiro
Esiste un uomo
... esiste un uomo ... razza nella razza.
Vestito del nero di un caustico riserbo, venuto da chissā dove,
a volte appare.
Se incrocerai il suo sguardo una cianotica ondata atlantica,
schiumante argento, si solleverā. E ti colpirā.
Sarā un pugno nello stomaco o una porta che si apre.
Allora potrai scappare o edificare altissimi roghi profumati
d'incenso e moralitā, ma non ti distrarre mai, ti riapparirā!
Oppure aprirai la porta e guarderai.
Una rossa cascata di cinabro rutilante verso un lago
di zolfo creerā colonne d'ametista a reggere
un'arca di cobalto dove c'č la vita, ammantata d'oro,
splendente come una goccia di rugiada al primo raggio di sole.
Ricorda che l'assoluto č un vizio contagioso
e non ci sarā scampo.
Io so di cosa parlo. Io so di cosa parlo.
Parlo di comete che incrociano le orbite dei miei pensieri.
Parlo di tutti i fiori che esistono al mondo
sbocciati in un sol colpo per salutare il mio capire.
Parlo della vita. Parlo della vita. Parlo della vita.
Perchč l'assoluto č un vizio contagioso
e non ci sarā scampo.
Come la vita.
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